Cantina Rauscedo / Michele Leon

Sales and Marketing Manager

Qual è la tua visione del marketing in relazione al ruolo in azienda?

Ho una formazione da enologo e con il tempo ho sviluppato tutta la parte marketing dell'azienda e di lancio del brand seguendo tutte le azioni dalla nascita del prodotto fino ad arrivare alla sua commercializzazione. Il mio ruolo è quello di ridisegnare diversi aspetti dell'azienda curando l'immagine in ogni sua sfaccettatura, quindi non solo un aspetto marketing legato alla comunicazione ma anche sotto un aspetto operativo e tecnico. All'inizio nessuno si occupava di questo internamente e c'era la necessità di accompagnare il marchio in un percorso di crescita organico e tecnico, senza questi due aspetti è possibile raccontare delle storie che però sono prive di fondamenta.

Perché hai scelto di perseguire un percorso legato all’ambito della comunicazione?

Studiavo marketing ma in paralello mi interessavo soprattutto degli aspetti legati al prodotto quindi ho assorbito una formazione in comunicazione mantenendo sempre una visione incentrata sul prodotto. Per questo motivo mi occupo anche degli acquisti abbracciando interamente la parte sales, seguendo la distribuzione e tutti i punti vendita fino ad arrivare alla ricerca/formazione del personale degli stessi. 

Secondo te quale social è più forte in Italia e quale meno?

Il più forte di tutti ora è Tik Tok ma per ora abbiamo deciso di non presenziare su questa piattaforma, mentre quello meno forte per noi è Instagram. Abbiamo un target alto quindi la piattaforma main che utilizziamo è indubbiamo Facebook, un social che ci sta dando tante soddisfazioni e in cui vediamo un futuro perché lentamente gli utenti giovani crescono e si spostano nel momento in cui aumentano il loro potere economico. 

Quanta importanza attribuisce ai social network la vostra azienda?

Dal mio personale punto di vista l'importanza dovrebbe essere maggiore in quanto per seguire al meglio tutti i riferimenti del brand con comunicazioni e strategie annesse c'è bisogno di un supporto dedicato e che si occupi a tempo pieno solo di questa parte. Come abbiamo fatto per il logo, eseguendo un rebranding completo, anche i nostri social media avrebbero bisogno di “portare il vino in scena", unendo la parte digitale a quella degli eventi fisici come le degustazioni. Ogni elemento all'interno dell'azienda dovrà diventare un simbolo divulgativo di informazioni utili ai clienti e agli utenti interessati al nostro prodotto.

I social media sono uno strumento professionale in continuo cambiamento, hai mai collaborato con professionisti di questa disciplina?

L'azienda è una cooperativa agricola, gestita e amministrata da un gruppo di agricoltori che fanno molto bene il loro mestiere ma che non si occupano della gestione aziendale. Questa è un'enorme difficoltà per tutto quello che riguarda la stesura della strategia e le decisioni che devono essere prese in ambito marketing. La nostra regione da questo punto di vista presenta una fossilizzazione legata alla tradizione che è sicuramente un vantaggio per chi invece di valori non ne ha, ma è ancora un enorme svantaggio per l'innovazione e per tutti gli sviluppi digitali come ad esempio l'esternalizzazione delle piattaforme social che avrebbero bisogno di un supporto professionale.

Come pensi di sviluppare la comunicazione aziendale-digitale per il futuro?

Ci concentreremo sicuramente molto di più sui social e sul contatto diretto, mi piacerebbe consolidare il rapporto con chi è già entrato in contatto con l'azienda, facendolo diventare ambasciatore del brand. Conosciamo il nostro pubblico ma ci manca il vecchio rapporto umano che negli ultimi anni si è perso, anche perché nel settore vitivinicolo dominano le sensazioni gustative, olfattive, uditive. Quindi nel nostro futuro non vedo i social come una parte isolata ma unificata alla comunicazione aziendale in modo che il cliente sia in grado di dare a 360° un feedback sulla base di ciò che prova, sente,  quando viene in azienda e quando beve il nostro prodotto.