Fogal / Marco Campisi

Marketing Strategist

Qual è la tua posizione e di cosa ti occupi in azienda?

Sono un marketing strategist e mi occupo della content strategy aziendale online e offline per il brand Fogal.  Il mio lavoro consiste nell’effettuare continue ricerche di mercato, per approfondire le dinamiche del nostro settore, studiare al meglio i competitor e capire le necessitĂ  dei nostri clienti.

Qual è stato il tuo percorso fino ad assumere un ruolo di rilievo nel marketing?

Dopo una laurea in lingue e letterature straniere e una formazione prettamente umanistica, ho avuto l’opportunità di lavorare in un’azienda manifatturiera in un ambito diverso dal mio percorso di studi. Qui ho avuto l’opportunità di crescere e di appassionarmi al marketing. Ho cominciato quindi a frequentare vari corsi e a leggere libri in autonomia, spaziando da grandi classici come Kotler e Godin a libri molto verticali su specifici ambiti. Il marketing è diventato quindi una passione che sfrutto giornalmente a lavoro dove, assieme alla titolare Anastasia, gestisco tutte le attività del reparto marketing.

 

C’è un social che prediligi e uno, invece, di cui faresti tranquillamente a meno?

Negli ultimi tempi ho imparato ad apprezzare molto Instagram. Mi piace andare oltre la superficie delle foto patinate di luoghi incantevoli, dei filtri irrealistici e dei post pre-confezionati. Adoro invece gli instagrammer che riescono a creare delle community (anche piccole o di nicchia) parlando semplicemente e in maniera aperta delle loro passioni. Ci sono tanti creator che parlano di libri, marketing, viaggi, cucina che sono riusciti a sviluppare un ambiente positivo e stimolante in cui i follower si sentono parte attiva e integrante del progetto. Un social di cui adesso potrei fare probabilmente a meno è TikTok. Nonostante riconosca l’originalità di molti creator e della struttura della piattaforma, noto una ripetitività dei contenuti che alla fine mi annoia. Le varie challenge e i trend che si susseguono sono sicuramente interessanti o divertenti ma trovo poco stimolante vederli riprodotti in maniera identica e senza una reinterpretazione da decine e decine di utenti diversi.

Quanto contano oggi i social per la vostra azienda e quali sono i modi per utilizzarli al meglio?

Oggi per noi i social sono uno strumento fondamentale. Rappresentano una vetrina online necessaria per comunicare ai clienti e potenziali cosa facciamo e il modo in cui lavoriamo, condividendo quindi anche visione e valori. Penso che il modo migliore per usarli sia non cadere nella trappola dell’auto-referenzialità. D’altronde su internet è pieno di aziende “leader del settore” che puntano “sull’altissima qualità dei prodotti”. Penso che i social siano un’occasione per parlare alle persone in quanto tali, cercando quindi di instaurare un rapporto e una comunicazione diretta, sincera e alla pari.

Vista la crescente rilevanza del mondo dei social, unita alla moltitudine di attivitĂ  riservate all’ufficio marketing, hai mai pensato di affidare le pagine social della tua azienda a dei professionisti?

Sì, certo. Le competenze specifiche di un professionista sono importanti per utilizzare i social nel modo migliore e per ottimizzare la creazione dei contenuti. Queste vanno sicuramente di pari passo con la visione strategica e la conoscenza del prodotto dell’azienda.

Quali sono i tuoi progetti futuri in azienda e le tue passioni oltre il lavoro?

In futuro in azienda mi piacerebbe esplorare nuovi canali di marketing. In particolare vorrei approfondire il mondo del videomaking. Secondo me i video sono un ottimo modo per presentare i nostri prodotti, per coinvolgere lo spettatore e per togliergli dubbi o curiosità. Mi immagino per esempio una serie di video “how-to” in cui spiegare le varie funzionalità o dei video che spieghino la storia e l’utilizzo di un prodotto. Fuori dal lavoro e dal marketing sono un grande appassionato di letteratura americana, di cucina e di viaggi. Ammetto che un giorno mi piacerebbe trovare un mio spazio online in cui condividere la mia passione per la letteratura americana e la cultura statunitense in genere. Si tratta di un qualcosa a cui mi sono avvicinato durante l’università e che vorrei condividere con altre persone.